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LA STORIA DELLA FILIGRANA |
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L’arte della filigrana vanta una secolare e nobile tradizione. Esistono infatti numerose testimonianze di questo tipo di lavorazione tra i reperti preziosi dell’oreficeria etrusca della fine dell’VIII sec. a.C. e, successivamente, di quella greca.
La particolarità di questa lavorazione consiste nell’incurvare ed intrecciare fili sottilissimi d’oro e d’argento per riunirli nei punti di contatto con impercettibili saldature. Questa tecnica che proviene dell’antico oriente, è stata poi praticata dagli orafi veneziani e genovesi.
Dal 1866, Campo Ligure ha fatto propria quest’antica Arte, sviluppando ed affinando le nuove tecniche di produzione e conservando immutata la lavorazione che, ancora oggi, è eseguita a mano. Nel 1884, un maestro, Antonio Oliveri, aprì in proprio una bottega per la lavorazione della filigrana nella natia Campo Ligure.
Il suo esempio fu seguito da altri artigiani e ben presto i laboratori raggiunsero la consistenza di ben 33.
Da tempo ormai in Italia solo gli artigiani di Campo Ligure possono degnamente qualificarsi come gli unici eredi di coloro che in tempi lontani avevano variamente contribuito a migliorare ed evolvere quest’arte che si è fermata in Liguria.
COME SI CREA LA FILIGRANA:
Partendo dalla fusione dell’argento, per arrivare alla creazione dell’oggetto in filigranato, si passa dalla trafilatura e dalla torcitura.
La trafilatura si avvale ora di una trafilatrice a rubini, mentre un tempo, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, si adoperava una trafila con filiere a manovella.
Per quanto riguarda la torcitura è doveroso ricordare che in un laboratorio di Campo Ligure è stato ideato e realizzato il torcitoio meccanico, scaturito dall’osservazione della torcitura a fibre tessili.
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