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Un Museo della Scultura: STAGLIENO |
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Il Cimitero di Staglieno fu aperto ufficialmente al pubblico il 1 gennaio 1851.
Sebbene a questa data fosse ancora largamente incompiuto, ne era peraltro ormai tracciata la specifica fisionomia architettonica, funzionale e simbolica.
L’incarico della progettazione era stato affidato già nel 1835 all’architetto Carlo Barabino, a lui si deve gran parte della fisionomia neoclassica di Genova, il quale però non riuscì a portare a termine l’incarico per l’improvvisa morte nel 1835, nella grande epidemia di colera.
Il compito di sviluppare il progetto fu affidato al suo allievo e collaboratore G. B. Resasco.
I lavori iniziarono nel 1844, in un’area di Villa Vaccarezza, a Staglieno, in gran parte ancora poco abitata.
La forte suggestione di questo impianto architettonico suscitava grande ammirazione in coloro che entrati dall’ingresso principale, si trovavano immersi in un succedersi di porticati monumentali, culminanti nella imponente architettura del Panteon.
Una volta portata a termine la struttura complessiva del cimitero, la scelta di Resasco risultò vincente e segnò Staglieno come modello nazionale ed internazionale di riferimento.
La combinazione dell’architettura neoclassica, armonicamente fusa nel contesto di boschetti e verdeggianti colline, ospita cappelle e monumenti come quella di Giuseppe Mazzini ed i numerosi protagonisti del Risorgimento.
Friedrich Nietzsche, Guy de Maupassant, Mark Twain, Evelyn Waugh, il pittore russo Ilja Repin, l’Imperatrice Elisabetta d’Austria (la famosa Sissi) e l’Imperatore del Brasile sono solo alcuni dei numerosi personaggi storici, letterati, viaggiatori, artisti, filosofi, che hanno lasciato testimonianze delle loro visite a Staglieno.
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