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GENOVA... |
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La fortuna mediterranea di Genova, nonostante la portuosità naturale del sito originario, cresce soltanto quando la sua ubicazione, nel punto di minima distanza dai valichi verso la Pianura padana, viene potenziata dalla progressiva articolazione dei sistemi viari.
Nell'età antica la vocazione di porta pontinentale è di breve durata: il piccolo e temporaneo punto d'incontro dei Liguri montani (dal sec. VI a.C.), confederato di Roma dal sec. II a.c., viene inserito nella rete delle strade consolari nel 148 a.C. con la via Postumia che lo collega a Derthona.
Ma, 40 anni dopo, il tracciamento della Aemilia Scauri esclude Genua dal traffico, aggirando la Liguria orientale da Luna a Derthona e ribaltando su Vada Sabatia e Albintimilium le grandi comunicazioni tra la Padania e le Gallie.
L'abitato torna nell'ombra, nonostante le numerose testimonianze di una lunga frequentazione commerciale che dura dai Fenici e dai primi coloni greci, sino a che, nel IV sec. entra nell'orbita della Chiesa ambrosiana e riprende importanza come presidio del Regno longobardo, dell'Impero di Bisanzio e infine come caposaldo costiero della Marca di Tuscia nell'811.
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