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...Genova...la storia... |
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Nell'età più vicina ai nostri giorni, Genova, annessa al Regno Sardo dopo il Congresso di Vienna, dovrà sopportare alcuni decenni di stasi economica (anche in seguito ai profondi rivolgimenti della repubblica democratica e dell'Impero francese), fino a quando la politica cavouriana non l'avvia al ruolo di massimo porto, consentendo al ceto imprenditoriale della borghesia di sostituirsi alle esaurite finanze della vecchia nobiltà.
Dopo gli anni '40 la città murata, che all'inizio del sec. XIX toccava i 100.000 abitanti viene investita da un rapido processo immigratorio, dovuto all'espansione delle attività portuali e ai primi insediamenti industriali del Ponente.
La costruzione del nuovo porto, resa possibile nel 1874 da un lascito di 20 milioni di lire dovuto a Raffaele De Ferrari, duca di Galliera, moltiplica i 2600 m. di banchine del 1860 interrando tutti gli approdi storici, prima di avviarsi alle espansioni occidentali del 1919 e 1945, mentre le aree residenziali dilagano naturalmente lungo le coste e nelle due grandi valli laterali, preparando l'assalto alle ultime aree collinari che si sarebbe attuato nel secondo dopoguerra.
Genova contemporanea presenta notevoli brani di urbanistica e architettura che attendono ancora di essere conosciuti, tanto nell'area della seconda espansione ottocentesca che in quelle della urbanizzazione collinare e degli ex comuni più vivaci della prima età industriale, come Sampierdarena e Sestri.
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