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Santuario Nostra Signora della Guardia |
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“Ritrovandosi circa l'anno 1490 "Benedetto Pareto sopra il Monte Figogna a segare il fieno, mentre aspettava che da casa sua gli fosse portato da mangiare (probabilmente verso le ore 10 del mattino, essendo questa ancora oggidì per molti contadini della Val Polcevera l'ora di desinare, si voltava di quando in quando a guardare se venisse alcuno; ed ecco che si vede innanzi d'improvviso una maestosa Signora, che alla bellezza del viso, alla dolcezza dei modi, allo splendore sovra-umano che la circondava, faceva ben conoscere non essere personaggio terreno, ma Regina del cielo.
"E' facile immaginare lo stupore di Benedetto a quella comparsa, e come dovesse restar senza voce e tremante di riverenziale timore. Ma la Beata Vergine lo confortò dicendogli dolcemente: "Non temere, o Benedetto; io sono Maria, la madre di Gesù Cristo"; e indicandogli colla mano il punto soggiunse: "Io voglio che là tu mi fabbrichi una cappella."Signora, replicò il Pareto, io sono pronto a fare tutto quello che mi comandate, ma sono tanto povero, e per fabbricare su questo monte si alto e deserto occorrerà tanta fatica e tanta spesa che io dispero di riuscire. Benedetto, ripigliò Maria, non temere; col mio aiuto ti sarà facile ogni cosa.
Ebbene concluse il Pareto, in Voi fidato, o mia Signora, metterò mano all'opera comandata. E la vergine alzandosi verso il cielo, dagli sguardi di Benedetto si dileguò, lasciandolo pieno nell'anima di celeste consolazione; sicché, dimentico ormai del cibo, e solo desideroso di far conoscere a tutti la celeste apparizione, corse frettoloso giù dal monte verso la propria casa. Ma la moglie all'udire dell'apparizione narrata dal marito, da incredula lo derise. E Benedetto da queste derisioni restò tanto avvilito, che smise forse interamente il pensiero di eseguire l'ordine di Maria SS. ricevuto. Ma ebbero presto a pentirserne, egli e la compagna. Il dì appresso Benedetto, nell'andare al lavoro, sale sopra un albero di fico per isdigiunarsi. Il ramo sul quale ha il piede si rompe, ed egli a terra precipita, rimanendo così malconcio da tale caduta, che portato a braccia d'uomini alla propria casa, dai medici fu dato per ispedito. E il poveretto pensava a prepararsi con gli atti di religione, all'ultimo passaggio; dolendosi di non aver ubbidito alla Regina del cielo, e in quella caduta riconoscesse il castigo alla sua disubbidienza. Ma la pietosa Madre celeste a lui una seconda volta comparve presso il letto, e dolcemente rimproverandogli la sua disubbidienza, gli rinnovò l'ordine di fabbricare la cappella, e partendo lo lasciò completamente guarito".
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