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Il Santuario di Montallegro |
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Era il 2 luglio 1557 e un contadino, Giovanni Chichizola, stava salendo da Rapallo al suo paesino, Canevale, sperduto in mezzo alle colline dell'entroterra ligure. Al termine di una arrampicata fra i boschi, giusto a mezzogiorno, mentre dai campanili lontani si udivano i rintocchi delle campane Giovanni si fermò per riprendere fiato ed asciugarsi la fronte madida di sudore in un punto da dove si domina gran parte del golfo del Tigullio e quei borghi dei pescatori che si chiamano ancor oggi San Fruttuoso, Santa Margherita e Portofino. Improvvisamente in un bagliore di luce gli apparve una Signora che gli parlò: "Non temere Giovanni, sono Maria, la Madre di Dio.
Annuncia ai rapallesi la mia apparizione e di' loro che qui voglio essere onorata. Lascio loro questo piccolo quadro come pegno di particolare predilezione". La visione scomparve ma il piccolo quadro era lì e dalla roccia dove la Madonna aveva posato i piedi sgorgò una vena d'acqua. Tornato a Rapallo il contadino vi portò il messaggio della Signora e nello stesso giorno il parroco e non poche persone salite sul luogo dell'apparizione decisero di portare nella chiesa parrocchiale il misterioso quadretto, una tavoletta di legno di 18 centimetri per 13 raffigurante la "Dormitio Virginis", la morte e l'assunzione della Madonna al cielo. Il mattino successivo però questa icona greco bizantina sparisce dalla chiesa e la si ritrova sulla roccia dove l'aveva vista Giovanni. Fu così che venne deciso di costruire una rustica cappella sul luogo dell'apparizione dove cominciavano ad affluire i pellegrini e già avvenivano i primi miracoli. Pochi mesi dopo l'arcivescovo di Genova, dopo opportune indagini, ordina di costruire su questa altura una chiesa in onore della Vergine ed un ospizio per i pellegrini, in particolare per i poveri e gli ammalati. Il progetto dell'edificio venne affidato all'architetto Lagomaggiore e la costruzione toccò ai Maestri Comacini aiutati dalla gente di Rapallo. Fu tale l'impegno che già nel luglio 1559 il santuario poteva essere aperto mentre l'attuale facciata marmorea è assai più recente.E' opera infatti dell'architetto Luigi Rovelli che nel 1896 seppe armonizzare la grandiosità delle linee con la grazia dello stile gotico lombardo. Oggi al santuario si accede attraverso un portale di bronzo e già di qui si vede, sapientemente illuminato e incastonato sopra l'altare maggiore, il quadretto della Madonna
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