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Santa Margherita Ligure occupa una conca chiusa dalle ultime propaggini del versante nord-orientale del promontorio di Portofino, che digrada dolcemente a mare, coperto da boschi di pini e castagni e, più in basso, da uliveti.
L'abitato si sviluppa lungo due insenature, e sui declivi della collina che le divide. Il turismo, che dalla metà dell'ottocento vi ha gradatamente sostituito le tradizionali attività legate alla marineria e all'agricoltura, ne ha fatto un centro climatico e balneare fra i più prestigiosi della Riviera di levante.
Secondo la tradizione, avvalorata anche da reperti ritrovati in zona, un insediamento esisteva già in epoca romana.
Nel Medioevo il borgo divenne feudo dei Fieschi, per passare poi nel XIII sec. al diretto controllo di Genova, che lo pose sotto la giurisdizione di Rapallo; solo sul finire del sec. XVIII, quando assunse il nome di Porto Napoleone, ebbe amministrazione propria.
Da un documento cinquecentesco, l'abitato risultava composto da due borgate autonome: Corte, prospiciente alla zona portuale, e Pescino, disposta sul fianco a mare della parrocchiale di S. Margherita (di cui in seguito assunse il nome) e lungo la spiaggia di Ghiaia (l'attuale via Gramsci).
Nel secolo scorso, in conformità alle esigenze del turismo, si realizzò un graduale e ben ambientato sviluppo dell'insediamento di Pescino, che finì per costituire il centro del paese ingrandendosi verso l'interno, lungo le direttrici delle attuali via Palestro e Cavour, e alle spalle della costa di Ghiaia.
Quest'ultima zona, nelle strutture alberghiere e nelle ville sparse fra il verde, testimonia ancor oggi la prima fase, quella signorile-elitaria del processo di conversione turistica di Santa Margherita.
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