| Si tratta di una costruzione unica nel suo genere, la cui datazione rimane avvolta nel mistero. Non esistono infatti documenti che attestino ufficialmente la sua edificazione. Le prime carte in cui viene citato risalgono al 1252, anno in cui i marchesi di Gavi lo cedettero a Opizzone della Pietra, assieme ai feudi della Val Vobbia. Alla morte di Guglielmo della Pietra, la fortezza passò agli Spinola sino al 1518, anno in cui gli Adorno presero il sopravvento. All'epoca il castello era guardato da un castellano con guardia e cinque pezzi di cannone di bronzo. Verso la metà del 1500 Prospero Adorno otteneva l'investitura ed in seguito gli subentrava il fratello Gerolamo. Quando, nel 1613, l'imperatore Mattia lo annesse al feudo Pallavicino in Val Borbera, il castello perse la sua autonomia. |
Nel 1797, alla caduta dei Feudi Imperiali, il maniero iniziò il suo declino. Fu dato alle fiamme ed i suoi cinque cannoni vennero fusi per le campane della chiesa di Crocefieschi. Il rudere fu di proprietà dei Botta Adorno, successivamente dei Cubani Visconti e dei Beroldo di Vobbia i quali lo donarono al Comune. |
Il castello accuratamente restaurato, oggi ci appare come doveva presentarsi in età medievale: diviso in due corpi sul lato sud, uno più elevato dell’altro, con i tetti a due spioventi e una torre. Si accede dall'avancorpo a tre piani, dall'ultimo piano si passa all'ampio salone centrale a pianta quadrata e soffitto voltato. E’ una costruzione unica, un capolavoro dell’architettura castellana incastonata tra due selle di conglomerato oligocenico che fungono da bastioni naturali. Il Castello della Pietra si incontra su un sentiero che inizia dalla strada che da Vobbia arriva a Isola del Cantone, quasi a picco sulla strada, la fortezza s’impone con una grande forza di suggestione paesaggistica.
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