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Foto: Luciano ROSSO Borgomaro 2

Foto: Luciano ROSSO Borgomaro 1

Foto: Luciano ROSSO Borgomaro 3

 Logo Come ci si arriva: uscita autostradale Imperia Est (Autostrada A10 Genova-Ventimiglia) si prosegue per Pontedassio e, attraversati Chiusavecchia e S. Lazzaro Reale, la strada si inerpica fino a raggiungere Borgomaro.

Durante i primi tormentati periodi del cristianesimo, dove precedenti insediamenti romani avevano diffuso saldi riti pagani, Nazario e Celso evangelizzatori, risalirono la vallata dell’Impero attraversando il centro più importante della valle del Maro.

Intorno all’anno Mille i suoi abitanti edificarono una monumentale chiesa dedicata ai santissimi. Oggi la chiesa si presenta nella sua maestosa e ripresa struttura, dalle colonne in pietra nera a delimitarne le navate e con i portali esterni degni di estremo interesse.

L’abitato, disposto lungo il torrente, è un ridente complesso urbanistico, a riferimento delle molte frazioni che, tra tornanti spezzati nel verde, si aprono ad angoli di storia e cultura.

I caratteristici frantoi, azionati dal torrente Impero testimoniano la puntuale tradizione olearia che fece del comune un prospero centro di scambi commerciali con il vicino Piemonte.

Alcune rovine del “castrum macri” a Muro Castello, il più antico insediamento, rendono l’idea della solida fortificazione a protezione della valle.

La “Villa dei Pellegrini” rivive nella frazione S. Sebastiano, da cui si accede a Villa S. Pietro, luogo natio di Pietro Vincenzo Mela, cui tanto si deve per le migliorie dei procedimenti di lavorazione dell’olio nella fase della lavorazione delle olive.

Risalendo ancora la panoramica via, accattivati dalla stupenda visone di paesaggi, da Passo del Maro al Colle d’Oggia, si giunge a Conio, felice borgo montano, vicino alle sorgenti dell’Impero.

Sulla sommità del paesino, i resti dello strategico Castello dei Conti di Ventimiglia e, a valle dell’abitato, la chiesa di S. Maurizio che conserva il campanile dell’originaria costruzione romanica.

Mulattiere, acciottolati e cornici naturalistiche, completano lo stupendo patrimonio della Valle del Maro, che riporta alla mente una dura civiltà contadina, che ha tramandato l’arte della coltura delle olive “taggiasche” interpreti indiscusse di una produzione sopraffina ed unica di extravergine ligure.

   

 

 

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