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Come ci si arriva: uscita casello Arma di Taggia (autostrada A10 Genova Ventimiglia) dalla Via Aurelia si risale per la Valle Argentina e superata Badalucco, si raggiunge il paese.
Lungo l’antico percorso della mulattiera, che conduceva a Carpasio, il Ponte Medioevale della Madonna degli Angeli, a tre arcate, dirige il turista alla magnifica veduta panoramica di Montalto Ligure.
Fiabe romanzesche, attribuiscono la nascita del borgo e la crescita urbanistica di un agglomerato di case, sorto a protezione di un rifugio d’amore per due giovani sposi, sfuggiti all’accanito “jus primae noctis” esercitato da un perfido Conte di Badalucco.
Il centro, strutturalmente ancorato ad un’edilizia di stampo arcaico-medioevale, si è sviluppato complessivamente sul versante orientale della vallata.
Una sinuosa sovrapposizione di vicoli, viuzze e sottopassi, evidenziano la complessa struttura urbana, che rende Montalto uno dei centri di maggiore interesse storico ed ambientale della Regione.
La Pieve di S. Giorgio, nel cimitero, è un prezioso esempio di architettura tardo-romanica. I portaletti e la bifora danno spazio al campanile cuspidato di gotico richiamo.
All’interno fanno bella mostra gradevoli affreschi trecenteschi. Nel nucleo antico, verso la Piazzetta antistante la Parrocchiale di S. Giovanni Battista, riedificata nel 1793, i portali scolpiti richiamano i simboli familiari.
Distinto il Campanile e consistente il ricco patrimonio artistico contenuto: un polittico di Ludovico Brea, dedicato a S. Giorgio, una Resurrezione di Luca Cambiaso ed altre pregevoli opere del seicento.
Poco lontano sorge il barocco Oratorio di S. Vincenzo Ferreri. Nelle vicinanze del paese, tra floridi castagneti, svetta il Santuario della Madonna dell’Acqua Santa che custodisce una mistica tela raffigurante la Madonna col Bambino, del 1546 attribuito a Manuele Macario.
Sulla strada che conduce a Molini di Triora, splendide case, in pietra a vista, caratterizzano la ruralità di villaggi sparsi, quali Glori, Ugello, e gli armoniosi due centri di Alaggio, che, dalla bassa collina si spingono ad una fresca e naturale area montana.
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