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foto: Luciano ROSSO Rocchetta Nervina 1

foto: Luciano ROSSO Rocchetta Nervina 2

foto: Luciano ROSSO Rocchetta Nervina 3

Come ci si arriva: Si raggiunge oltre che dalla Via Aurelia, anche dall’Autostrada A 10 con uscita a Bordighera o Ventimiglia, percorrendo poi la strada provinciale della Val Nervia.

Nell’immediato entroterra di Ventimiglia, la tranquilla vallata che accompagna a mare il percorso pimpante del torrente Nervia, è resa dinamica dall'antico Borgo di Rocchetta Nervina, proprio alla confluenza del Rio d’Oggia con il torrente Barbaira.

Lontana dai corposi traffici della città di confine e preservata dai selvaggi abusivismi edilizi, sa sfruttare al meglio il suo piacevole privilegio naturale, presentandosi come miglior esempio di sana vivibilità.

Di origine celtica, il borgo fu un nodo viario importante dell’epoca romana e tardo medioevale.

Fu possesso dei Conti di Ventimiglia e successivamente dei Doria per essere poi lungamente contesa tra questi ed i Savoia che ne ebbero dominio nel 1400. Così il Castrum Barbariae seguì le sorti sabaude fino all’annessione al Regno d’Italia.

Urbanisticamente invitante, l’abitato presenta ancora un ben definito assetto difensivo collegato alle sedi viarie da due caratteristici ponti a schiena d'asino.

Poco visibili sono i resti del Castello, mentre interessante è la figura del grande Arco Romano.

L’ottocentesca barocca Parrocchiale, dedicata a S. Stefano, presenta un prezioso portale con tipica architrave del XIII secolo. Il simbolo della liberazione dalla tirannia dei Doria è visibile nello scudo di Casa Savoia sulla porta laterale del sacro edificio, mentre il motto sabaudo Fert caratterizza il cornicione dell’Oratorio della Santissima Annunziata.

Le incantevoli Chiesette campestri, disseminate tra i sentieri di Oggia e Pau, rendono mistico un paesaggio bucolico radicato nella quiete di una sublime natura dolcemente incantata.

Camminate tra esempi di flora e fauna ricercatissimi, conducono alla cima di Testa d’Alpe a circa 1575 mt, in un paesaggio alpino tra sani respiri balsamici ai piedi delle ombrose conifere che spezzano il territorio dalle distese erbose.

Ma la vera sorpresa è l’itinerario del Canyoning che scioglie l’emozione di un ricercato sport emergente tra le bellezze incontaminate di un paesaggio unico per la sua rara ed accattivante suggestione.

   

 

 

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