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Come ci si arriva: Autostrada A12 Genova – La Spezia, si esce al casello di Carrodano per poi proseguire in direzione Levanto e successivamente Monterosso al Mare.
Il maggior centro delle Cinque Terre è il solo che, pur mantenendo un nucleo antico, abbia creato un nuovo quartiere di eleganti alberghi e graziose ville.
Il nome Cinque Terre deriva dal fatto che nel tratto della Riviera di Levante da Punta di Mesco a Portovenere si annidano cinque borghi, uniti solo per mezzo di impervi sentieri che nel passato furono degni di menzione e lode da parte del grande Petrarca .
La sua fondazione risale ai primi decenni del secolo XI e l’antico villaggio fu successivamente feudo degli Obertenghi e dei Da Passano. Nel 1276 fu poi possedimento della Repubblica di Genova che provvide a fortificarlo.
L’economia del paese si basa oggi per la felice posizione ed il clima mite, sul turismo, ma anche l’attività agricola è pregevole per la produzione
dell’ottimo vino delle Cinque Terre, conosciuto ovunque.
L’abitato è diviso in due parti: Fegina e Monterosso, quest’ultimo costituito dal nucleo antico, ha mantenuto quasi intatta la sua struttura urbanistica originaria. La pittoresca torre campanaria merlata, che emerge dal vecchio borgo, appartiene alla Chiesa gotica di S. Giovanni Battista (sec. XIII) con facciata in marmo.
Vicino alla chiesa si scorgono l’Oratorio barocco di S. Maria del Porto Salvo ed i resti, racchiusi in una moderna costruzione, della Loggia del Podestà; del secolo XVI è invece l’Oratorio di S. Croce.
A dividere i due quartieri c’è poi un poggio coronato da una antico Convento dei Cappuccini con l’attigua Chiesa di S. Francesco. Il Castello domina il mare, protetto dal gigante Nettuno.
Nell’affascinante baia, tra il delicato frangersi delle onde del mare, la tiepida brezza marina si può godere delle sensazioni che spinsero il Premio Nobel Eugenio Montale alle ispirazioni per le sue indimenticabili poesie ermetiche.
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